L'esercito di circa 500 mila candidati che si è presentato all’appello ha potuto scegliere tra una rosa di proposte che crea un ponte ideale tra '900 e terzo millennio. Per l’analisi del testo l’autore è Italo Svevo e la sua Coscienza di Zeno, per il saggio breve o articolo di giornale gli argomenti nei diversi ambiti vanno da «Innamoramento e amore» a «origine e sviluppi della cultura giovanile» e «social network, internet, new media».
Il tema di argomento storico è dedicato ai 150 anni dell’unità d’Italia (nel 2011) mentre quello di carattere generale invita a riflettere sul significato di libertà e democrazia a 20 anni dalla caduta del muro di Berlino. Tracce più brevi del solito, come annunciato dal ministro Gelmini, e tante foto a corredo (per lo più allegate al tema sulla cultura giovanile).
Il ministro Gelmini, come già si sospettava ieri, stamani si è recata all’Aquila e nella caserma di Coppito, che provvisoriamente ospita l’ufficio scolastico regionale, ha incontrato alcuni studenti che nei prossimi giorni sosterranno l'Esame di Stato (nel capoluogo abruzzese, colpito dal sisma lo scorso 6 aprile, è previsto solo il colloquio orale) per augurare loro un particolare 'in bocca al lupò vista la difficile situazione in cui sono stati costretti a prepararsi.
ECCO LE TRACCE ED I CONSIGLI DEI NOSTRI AUTOREVOLI COLLABORATORI SU COME ANDAVANO SVOLTE
TIPOLOGIA C - TEMA DI ARGOMENTO STORICO
«Nel 2011 si celebreranno i 150 anni dell’unità d’Italia. La storia dello Stato nazionale italiano si caratterizza per la successione di tre tipi di regime: liberale monarchico, fascista e democratico repubblicano. Il candidato si soffermi sulle fasi di passaggio dal regime liberale monarchico a quello fascista e dal regime fascista a quello democratico repubblicano. Evidenzi, inoltre, le caratteristiche fondamentali dei tre tipi di regime».
di NICO PERRONE - A me sembra una traccia intelligente, perché capace d'interessare veramente dei diciottenni, senza vincolarli in una esposizione mnemonica e obbligata. Direi che è persino una traccia che consente qualche libertà d'interpretazione. Parte da una scansione che indica con precisione - Unità, monarchia, fascismo, repubblica - e consente la scelta fra almeno due possibilità di svolgimento. Uno di tipo cronoligco e descrittivo. Basterà così ripercorrere la storia, senza bisogno di scendere in troppi dettagli, ma sulla base di fatti che, in modo sommario, sono già indicati nella traccia e non possono certamente mancare ai candidati per il fatto stesso di avere seguito il ciclo delle lezioni. Per questo tipo di eleborazione non sembra neppure indispensabile il possesso di molti elementi critici. Una panoramica, anche parafrasando la stessa traccia, dovrebbe consentire un buon svolgimento del tema. Uno svolgimento di tipo critico e ideologico potrà invece attrarre i candidati dotati di maggiore preparazione, di coscienza storiografica o politica. Potrà aiutare infatti il ricordo di qualche lettura al di fuori del corso di studi, ma persino una buona concentrazione sui libri di tetsto adottati potrà servire ad affrontare bene il tema. Chi invece - ma credo saranno in pochi - volesse spingersi a uno svolgimento di tipo idoeologico, avrebbe la possibilità di far valere le proprie preferenze, da quelle di ispirazione risorgimentale - valori, limiti, contraddizioni - del Risorgimento, a quelle sensibili alla tradizione - perché no, anche monarchica -, a quelle orientate a una visione non demonizzante del fascismo. Il significato della Repubblica e del suo significato nel momento storico nel quale si realizzò, potranno essere elementi importanti da tenere in evidenza, qualunque fosse la personale posizione del candidato. Per questa traccia, direi che la scelta ministeriale appare felice.
TIPOLOGIA D - TEMA DI ORDINE GENERALE
«Con legge n. 61 del 15 aprile 2005, il 9 novembre è stato dichiarato "Giorno della libertà", “quale ricorrenza dell’abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo”. A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, il candidato rifletta sul valore simbolico di quell’evento ed esprima la propria opinione sul significato di “libertà” e di “democrazia”».
di NICO PERRONE - Qui il candidato, qualunque fosse il suo orientamento ideologico e la sua valutazione critica dei fatti, potrò attingere largamente anche agli espedienti della retorica. In questo saranno agevolati i candidati che hanno pratica di attività nelle organizzazioni, studentesche o politiche.. Ma potranno aiutarlo anche echi di programmi televisivi e di letture dei giornali. Ma bastano anche i primi. Quindi il campo dello svolgimento si presenta libero all'esaltazione della libertà, della caduta dei paesi a regime comunista, e delle pià larghe prospettive europee. Naturalmente il candidato dotato di maggiori strumenti critici potrà collocare quell'avvenimento - certamente di carattere epocale - nella nuova geografia politica del mondo. Anche per questo, l'attenzione agli strumenti dell'informazione televisiva o giornalistica, saranno di grande aiuto.
TRACCIA: Sulla cultura giovanile
di PIETRO MARINO - Nella “società liquida” descritta da Zygmunt Bauman, la comunicazione dei giovani (fra di loro innanzi tutto) assume sempre più i caratteri di un sistema di estrema fluidità Sono messi in gioco contemporaneamente tutti i linguaggi, con netta prevalenza di quelli che consentono immediatezza di sensi simbolici, quindi le immagini moltiplicate e la musica. Già negli anni Sessanta si cominciò a sostenere che la nostra era una “civiltà delle immagini”.
Ma l’espansione e la diffusione delle tecniche multimediali ha segnato con rapidità imprevedibile la cultura stessa delle nuove generazioni. Ha modificato intanto il loro modo di rapportarsi. I Sessanta.- Settanta sono stati segnati dai grandi raduni di massa, nel nome della musica, della libertà sessuale e dell’impegno politico, che comportava il coinvolgimento del corpo, sino ai segni del vestire (o dello spogliarsi). Dagli Ottanta mo si è passati sempre più all’incontro individuale e virtuale, che comporta il darsi anonimo, l’identità in maschera (il nickname) o al massimo la fotografia di ritocco o finzione digitale. Gli strumenti fondamentali sono stati internet e il cellulare.
La comunicazione in rete, dalle prime esperienze di corrispondenza interattiva, ha prodotto nel giro di pochi anni fenomeni come “YouTube” e “Facebook”. E’ dilagata così una cultura dell’ipertesto. Non solo a livello di fiction (un noto studioso scomparso, Vilem Flusser, ha parlato di “tecnoimmaginazione”) ma proprio nella trasmissione quotidiana, interpersonale, di notizie ed emozioni.
Analogamente, sul telefonino è nato spontaneamente un nuovo linguaggio composto di elementari ideogrammi, con l’apparato di segni di interpunzione, parentesi, simboli matematici, e “faccine”, smiles. Ma questo apparato rudimentale viene rapidamente superato dalla cultura ipod e dai cellulari di nuova generazione, in realtà palmari in cui si sommano tutti i media, dalla fotografia al video al sonoro. Naturalmente questo universo mobile di flussi ed intrecci è esaltato dall’incrocio fra i due “strumenti del comunicare”, appunto internet e il cellulare.
Non si tratta peraltro solo di una innovazione dei modi e delle strutture di un linguaggio ipertestuale, dinamico, globalizzato e globalizzante. Questa dimensione dinamica investe non solo i segni ma i significati: l’apparato di conoscenze, di opinioni ed emozioni di cui si nutrono i giovani. In sostanza la loro cultura, il loro sistema di valori. Il mondo adulto è preoccupato e perplesso. Quando per esempio il mondo della scuola viene rappresentato da episodi di bullismo, sesso, vandalismo, razzismo messi in rete dagli stessi studenti.
Facile dedurne la rappresentazione di una gioventù che non solo smarrisce valori ma ne esibisce la perdita. Meno facilmente ci si accorge per esempio che intorno a Neda, l’immagine della ragazza uccisa nelle strade di Teheran mentre dimostrava per la libertà di voto, e trasmessa da un cellulare di un altro ragazzo, si crea con immediatezza nel mondo un movimento di opinione che richiama a valori di democrazia e di responsabilità collettiva. Dentro questa contraddizione occorre capire il magma del mondo nuovo del Duemila.
E’ certamente un impegno che richiama innanzi tutto la presa di coscienza delle generazioni che sono chiamate a viverlo e guidarlo.
[fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it]


